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 Progetti
 
Nazione:  Progetto Huaro
 
13/01/2005  Progetto Huaro: aggiornamenti di gennaio 2005
 
A marzo si concluderà la prima tappa!
 

Il primo novembre 2004 abbiamo dato il via alla costruzione della prima tappa della Scuola Speciale di Huaro
Abbiamo iniziato con la pulizia del terreno, lavoro non facile, dal momento che era stato affittato per la coltivazione del mais, il quale ultimo dovette essere eliminato. Questa pulizia del terreno è stata realizzata in “faena”. La faena è un tipo di lavoro comunitario nel quale i principali interessati, in questo caso i padri di famiglia, donano la propria forza lavorativa gratuitamente per il bene comune. Questo è un tipo di lavoro molto in uso nella zona andina e ha origine nel periodo inca.

Quando fu pronto il terreno (2000 metri quadri), iniziarono i lavori del tracciato e delle fondamenta della prima tappa, con la partecipazione di 21 operai non salariati (fra questi alcuni padri di famiglia che possedevano esperienza nel campo delle costruzioni).

La prima tappa consta di due moduli e del muro perimetrale (il primo modulo con due aule e rispettivi servizi igienici e il secondo con un ufficio amministrativo, una cucina e un refettorio, pure questi con i rispettivi servizi igienici).

L’inclusione del muro perimetrale nella prima tappa fu dovuto ad una richiesta formale del Ministero dell’Educazione che manifestò preoccupazione per il pericolo che può arrecare un cantiere aperto in una zona scolastica. Ricordiamo che la scuola si sta costruendo all’interno di un complesso scolastico dove già esistono le scuole iniziale, primaria e secondaria.

In seguito, si iniziò con il lavoro di costruzione delle basi. Ricordiamo che il nostro progetto contempla una costruzione ecologica, basata sull’uso di materiali locali come l’adobe (mattone grande in argilla). A questo punto, dovemmo affrontare un problema economico visto che, anche se nel progetto non era considerato l’uso del cemento, gli ingegneri e gli architetti incaricati dell’opera, raccomandarono di usare una mescola di cemento, pietra e argilla perlomeno nel primo metro di costruzione. Dopo aver studiato questo aspetto e soprattutto per dare maggior durata nel tempo all’opera, si decise di accettare questo cambiamento, nonostante l’aumento dei costi.

Dopo le basi giunse il momento di alzare i muri (questi sì in adobe), per i quali abbiamo ottenuto una donazione di 10.000 adobe dalla Municipalità di Huaro che, in questo modo, ha mantenuto l’impegno firmato dal suo sindaco, Avvocato Juan Carlos Rivero Escobar, in presenza di Gabriele Poli e di Armando Polonioli nell’agosto del 2004.

Attualmente (gennaio 2005) stiamo collocando i tetti, sempre usando metodi e materiali tradizionali andini (pali di eucalipto ricoperti di canne, argilla e tegole). La prossima settimana il tetto sarà concluso.
Per seguire la tradizione culturale andina, nel tetto saranno collocati simboli come la croce e un paio di tori di ceramica che rappresentano prosperità e come buon augurio per la nuova costruzione e si terrà una cerimonia che è in realtà un battesimo della nuova costruzione.
Purtroppo, non potrò essere presente a questa cerimonia, ma Rufina Romero (la nostra attiva professoressa) rappresenterà l’associazione e si incaricherà di immortalare il momento con alcune foto.

Prevediamo che entro le prime settimane di marzo questa prima tappa sarà conclusa di modo tale che i bambini possano iniziare il nuovo anno scolastico nei nuovi ambienti.

Cusco,10 gennaio 2005

La Responsabile del Progetto Huaro e coordinatrice di Magie delle Ande

Camila Chavez

Gabriele Poli
modulo 2 (amministrazione, cucina e refettorio, vista frontale)
Rufina Romero (Direttrice) Mario Paredes (direttore) Jose Everardo Rodriguez architetto
Aula del modulo 2 con inizio del tetto
L'architetto mostra l'opera al direttore Educativo
Il primo modulo
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